Giovanna Bemporad

poesie e traduzioni

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At 11:47am on December 5, 2008, Andrea Paolella said…
Salve a tutti, mi chiamo Andrea Paolella, ho 24 anni, sono di Reggio Emilia, sono un chimico e un fotografo. Insieme a Luciano Serra, amico di PPP sto facendo un lavoro fotografico su Pier Paolo e ho bisogno di contattare la sig.ra Giovanna Bemporad. Questo blog mi è stato segnalato dall'Archivio Pasolini di Bologna. Qualcuno mi può aiutare?

mail: malausseneareggio@virgilio.it
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casa 0522 435409
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Andrea Paolella
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42100 Reggio Emilia
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Orazio Converso's Blog

Orazio Converso

Come tradurre

Anzitutto dirò che credo nella traduzione dei classici come fatto poetico e come contributo culturale: tradurre gli antichi, oltre ad essere un esercizio
di stile impareggiabile, è un mezzo per intervenire nella dialettica
culturale del proprio tempo, un mezzo per contribuire alla formazione del
pensiero, del gusto e dell’anima moderni. Ricordate quello che ha
scritto il Foscolo nel suo saggio su Omero e sul miglior modo di tradurlo?
“Essere ottima tra le possibili traduzioni dei poemi antichi i… Continue

Posted on July 21, 2007 at 8:17pm —

Orazio Converso

"Esercizi" [Garzanti, 1980]

Ebbi la ventura di incontrare nella prima adolescenza una Pizia adolescente, autentica sacerdotessa di Apollo (si misurava già con Omero), musicale
fin negli ingorghi più intrigati delle viscere, come chiariva subito
la sua voce; e quando mi fu chiesto di partecipare ai festeggiamenti per
l’80° compleanno di Eugenio Montale, ricordando il mio singolare
e spettinato tramite con la poesia contemporanea, specificai: “Gi

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Posted on July 21, 2007 at 8:11pm —

Orazio Converso

La ninfa e l’Ermafrodito

Chiusi i suoi grandi occhi insufficienti



dove essenze d’aurora e d’ideale



galleggiano, ha disteso il fianco ambrato



tra i pioppi ed olmi anelanti all’altezza



l’ermafrodito; ha disteso il suo corpo



sull’erba, vinto dal meriggio fulvo



che impone una consegna di silenzio



e una riserva d’ombra ad ogni fronda



sospesa la dolce incanto del suo sonno.



Sono strali nel fianco e nel mio cuore



le linee del suo corpo, chiare, lisce
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Posted on July 21, 2007 at 6:48pm —

Orazio Converso

Madrigale

Padiglione di mandorli nel biondo

colore di febbraio è la campagna;

e al rapido infittirsi dei germogli

che traboccano, o in punto di incarnarsi,

la voluttà mi afferra senza braccia.

L’immagine di lei si acciglia e ride

sotto un gioco di rondini, al suo collo

mobile di baleni accosto il labbro

e alla sua bocca, foglia di sibilla.

Ma insiste per i campi un assiuolo

l’armonia di velluto, e fa un profumo

dal suo bruno languore misurato

la… Continue

Posted on July 21, 2007 at 6:48pm —

Orazio Converso

Veramente io dovrò dunque morire

Veramente io dovrò dunque morire

come un insetto effimero del maggio

e sentirò nell’aria calda e piena

gelare a poco a poco la mia guancia?

Più vera morte è separarsi in pianto

da amate compagnie, per non tornare,

e accomiatarsi a forza della celia

giovanile e del riso, mentre indora

con tenerezza il paesaggio aprile.

O per me non sarebbe male, quando

fosse il mio cuore interamente morto,

smarrirmi in questa dolce alba lunare

come s’inf… Continue

Posted on July 21, 2007 at 6:46pm —

 
 

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