Giovanna Bemporad

poesie e traduzioni

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Orazio Converso Come tradurre

Anzitutto dirò che credo nella traduzione dei classici come fatto poetico e come contributo culturale: tradurre gli antichi, oltre ad essere un esercizio di stile impareggiabile, è un mezzo per intervenire nella dialettica culturale del proprio tempo, un mezzo per contribuire alla formazione del pensiero, del gusto e dell’anima moderni. Ricordate quello che ha scritto il Foscolo nel suo saggio su Omero e sul miglior modo di tradurlo? “Essere ottima tra le possibili traduzioni dei poemi antichi i… Continue

Added by Orazio Converso on July 21, 2007 at 8:17pm — No Comments

Orazio Converso "Esercizi" [Garzanti, 1980]

Ebbi la ventura di incontrare nella prima adolescenza una Pizia adolescente, autentica sacerdotessa di Apollo (si misurava già con Omero), musicale fin negli ingorghi più intrigati delle viscere, come chiariva subito la sua voce; e quando mi fu chiesto di partecipare ai festeggiamenti per l’80° compleanno di Eugenio Montale, ricordando il mio singolare e spettinato tramite con la poesia contemporanea, specificai: “Gi

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Added by Orazio Converso on July 21, 2007 at 8:11pm — No Comments

Orazio Converso La ninfa e l’Ermafrodito

Chiusi i suoi grandi occhi insufficienti
dove essenze d’aurora e d’ideale
galleggiano, ha disteso il fianco ambrato
tra i pioppi ed olmi anelanti all’altezza
l’ermafrodito; ha disteso il suo corpo
sull’erba, vinto dal meriggio fulvo
che impone una consegna di silenzio
e una riserva d’ombra ad ogni fronda
sospesa la dolce incanto del suo sonno.
Sono strali nel fianco e nel mio cuore
le linee del suo corpo, chiare, lisce
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Added by Orazio Converso on July 21, 2007 at 6:48pm — No Comments

Orazio Converso Madrigale

Padiglione di mandorli nel biondo
colore di febbraio è la campagna;
e al rapido infittirsi dei germogli
che traboccano, o in punto di incarnarsi,
la voluttà mi afferra senza braccia.
L’immagine di lei si acciglia e ride
sotto un gioco di rondini, al suo collo
mobile di baleni accosto il labbro
e alla sua bocca, foglia di sibilla.
Ma insiste per i campi un assiuolo
l’armonia di velluto, e fa un profumo
dal suo bruno languore misurato
la… Continue

Added by Orazio Converso on July 21, 2007 at 6:48pm — No Comments

Orazio Converso Veramente io dovrò dunque morire

Veramente io dovrò dunque morire
come un insetto effimero del maggio
e sentirò nell’aria calda e piena
gelare a poco a poco la mia guancia?
Più vera morte è separarsi in pianto
da amate compagnie, per non tornare,
e accomiatarsi a forza della celia
giovanile e del riso, mentre indora
con tenerezza il paesaggio aprile.
O per me non sarebbe male, quando
fosse il mio cuore interamente morto,
smarrirmi in questa dolce alba lunare
come s’inf… Continue

Added by Orazio Converso on July 21, 2007 at 6:46pm — No Comments

Orazio Converso la Signora Omero

Frutto del lavoro di tutta una vita, la versione poetica dell’Odissea di Giovanna Bemporad stupisce il lettore per la sua meravigliosa leggibilità, per la limpidezza e musicalità degli endecasillabi che, pur nella novità di accenti, lasciano intatte le emozioni del testo omerico. La ricerca di perfezione formale va di pari passo con l’ansia di un proprio ideale di fedeltà, in un gioco di delicati aggiustamenti che rispondono alle esigenze scaturite di volta in volta dalContinue

Added by Orazio Converso on July 21, 2007 at 6:39pm — No Comments

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